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Dark social: una realtà in crescita nel social media marketing

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Il Dark Social non è una brutta parola, si riferisce semplicemente a tutta quella parte di condivisioni e relative conversazioni che passano attraverso canali privati come email, chat, app di messaggistica. E che può generare tanto traffico che non riusciamo a vedere.

Il Dark Social sta divenendo una realtà sempre più importante, non più ignorabile nei piani di social media marketing.

Secondo una ricerca di qualche tempo fa, il Dark Social è molto più importante rispetto alle attività sui Social Network pubblici. Gli utenti condividono 3,5 volte in più un contenuto tramite un canale privato piuttosto che in modo pubblico.

Pensiamo a quante volte abbiamo condiviso un link su WhatsApp o segnalato un’offerta via email. Il 93% degli utenti attivi a livello mondiale usa i canali dark e il 70% di questi usa principalmente sistemi di condivisione privata.

Di fatto una delle sfide dei prossimi mesi sarà proprio quella di capire come gestire queste attività “nascoste” all’interno dei piani di social media marketing.

 

Per prima cosa le aziende devono rendersi conto che se producono contenuti, offerte e quindi se sono visibili si può presupporre che esiste una conversazione sottobanco che non riescono a raggiungere. Almeno non direttamente.

Poi si può lavorare sul visual content marketing per incentivare queste attività, predisponendo contenuti adatti ad essere condivisi, originali, non miseramente promozionali. Le aziende più strutturate stanno attivando canali di CRM, integrando anche app e messaggistica nella loro relazione col cliente.

Nei prossimi mesi vedremo anche l’adozione e l’implementazione all’interno di siti e piattaforme online di tool che permetteranno la condivisione diretta su spazi Dark.

E’ certamente arrivato il momento per le agenzie e le aziende di approfondire il Dark Social e i suoi utilizzi più nel dettaglio, per questo noi lo stiamo studiando da tempo e ci stiamo appassionando al tema proponendo ai nostri clienti soluzioni e attività che sfruttano questi canali all’interno dei piani di social media marketing.

 

A whatsapp abbiamo già dedicato qualche articolo, mentre per Snapchat cominciamo col dare qui alcuni consigli pratici per utilizzarlo con successo. Approfondiremo in futuro sicuramente con altri Post.

 

Ecco le 6 regole d’oro per un utilizzo proficuo di Snapchat:

 
1. Condividete il vostro Snapcode sui social e sui prodotti. Diffondetelo più che potete in modo tale che gli utenti interessati possano scansionarlo ed aggiungervi automaticamente alla lista di contatti.
 
2. Contenuto Imperfetto ma Engaging. Non è necessario essere al top in termini di produzione creativa, agli utenti Snapchat non importano il pixel dell’immagine o la perfezione creativa, per essere condivisi i contenuti devono prima di tutto essere ingaggianti e divertenti. Osservate ciò che fanno i brand attivi sul media, come Amazon o Taco Bell ad esempio, che sanno essere irreprensibili sulla qualità della comunicazione above the line, ma pubblicano foto divertenti dei dipendenti o del dietro le quinte dell’azienda e delle sue attività.
 
3. Reach. Su Snapchat c’è un Target che sta abbandonando gli altri social e quindi diventa progressivamente sempre più difficile raggiungere in modo tradizionale, Si tratta del Target teen (+13) che usa il nuovo media proprio perché privato e lontano dall’occhio osservatore dei propri genitori.
 
4. Sfruttare l’opzione Storie di Snapchat. Agli utenti piace condividere esperienze particolari nella modalità storie e anche i brand possono fare la stessa cosa, magari rendendola più interattiva e legando così l’attenzione dell’utente attraverso meccaniche di domanda e risposte oppure indizi e rivelazioni successive, quasi fossero sessioni di gioco.
 
5. Esclusività. La regola d’oro di qualsiasi marca sui social media è quella di offrire valore aggiunto. Dai una ragione per aggiungerti e verrai aggiunto tra i contatti. Ad esempio produrre contenuti in esclusiva per Snapchat sarebbe un ottimo modo per incentivare ad utilizzare la piattaforma. Activision aveva dato ad esempio un’anteprima di Call of Duty attraverso l’applicazione, acquisendo un grande seguito presso il Target.
 
6. Distribuire speciali buoni e concorsi. Anche in questo casso, ci si ricollega al caso di cui sopra, offrire vantaggi esclusivi serve ad allargare il seguito.

 

Per concludere citiamo alcune delle interessanti Case History riportate nell’articolo di Ninja Marketing relative ai due Dar Social per definizione: Wapp e Snapchaat (per la versione completa dell’articolo originale clicca qui).

 

Le migliori campagne Dark Social con Whatsapp

 

La recente campagna spagnola di Toyota per la sua Aygo che invitava i giovani a flirtare…con una macchina

 

 

 

La campagna Absolute Vodka Argentina che a fine 2013 si era inventata una festa VIP e un buttafuori da corrompere tramite WhatsApp appunto

 

 

 

Le migliori campagne Dark Social su Snapchat

 

La campagna WWF #MyLastSelfie, che sfrutta l’idea del messaggio che scompare per sempre al fine di sensibilizzare le persone verso il problema dell’estinzione di alcune razze di animali.

 

 

 

La campagna Lacoste #SpotTheCroc invitava gli utenti a individuare prima di tutti il celebre coccodrillo nei video che il Brand pubblicava

 

 

 

Stay Tuned!

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